Eleonora Panetta

Il mio matrimonio non è stato solo un giorno da ricordare.
È stato un viaggio. Un ritorno. Una storia che si è chiusa esattamente dove era iniziata.
La proposta di matrimonio è avvenuta a Marrakech, tra profumi di spezie, luci calde e atmosfere sospese nel tempo. Un momento così intenso che ho sentito subito il desiderio di farlo rivivere a tutte le persone che amo.
Così, da wedding planner, ho fatto ciò che so fare meglio: trasformare un’emozione in un’esperienza.
Ho riportato tutti i miei ospiti esattamente lì, nel luogo della proposta.
Non con un viaggio, ma con i sensi.
All’arrivo, gli ospiti venivano accolti da un vero suk di spezie: colori vibranti, profumi avvolgenti, dettagli che parlavano di Marocco ancora prima di varcare la soglia. Una postazione di henna dava la possibilità alle donne di dipingersi le mani.
Era come entrare in un racconto.
La cerimonia con una porta intarsiata a fare da sfondo, simbolo perfetto di un passaggio: da una promessa a un “per sempre”.
Ogni elemento era pensato, coordinato, armonico.
Non ho scelto un tema.
Ho scelto un ricordo.
E l’ho trasformato in atmosfera, emozione, esperienza condivisa.
Perché il mio matrimonio non doveva essere solo bello da vedere.
Doveva essere bello da vivere.
E soprattutto, doveva raccontare esattamente chi siamo.

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